Psicodramma e riparazione tra giustizia, relazioni e simbolo

 

«Tutti ci pensano prigionieri.
Ma io sono già il mare.»

— Osip Mandel’štam, Versi dal lager


Contributo di Irene Battaglini

alla conferenza Nuove Trame di Libertà
Auditorium Terzani – Biblioteca San Giorgio di Pistoia
25 settembre 2025

Convegno promosso da Scuola di Psicoterapia Erich Fromm, UEPE Pistoia, Uomo e Società Onlus, con il patrocinio del Comune di Pistoia.

La domanda della libertà

Cosa accade quando chi ha sbagliato diventa tutor di chi inizia un percorso?
E se la libertà, invece di risanare, destabilizzasse?

Nel mio intervento, ho voluto sostare proprio in quel varco: là dove la riparazione incontra la vertigine, e il desiderio di essere accolti lotta con la paura di mostrarsi.

Libertà come trauma

«Libero? E ora?» — questa domanda silenziosa aleggia nei gruppi di psicodramma rivolti agli ospiti UEPE.

Non sempre la libertà è il premio. Spesso è il trauma.

Nel mio intervento intitolato La vertigine della libertà e la dinamica della riparazione interiore, ho scelto di esplorare non il diritto, ma il vissuto della riparazione.

Non la colpa, ma la frattura primitiva che a volte precede anche il reato.

Riparazione simbolica

Abbiamo parlato di giustizia riparativa, ma in una declinazione più rarefatta, più clinica, più umana: come tentativo psichico di dare forma al caos, di riannodare fili spezzati con gesti, parole, ruoli simbolici.

La libertà non è un punto d’arrivo.
È un vuoto che interroga, una stanza senza pareti.

Per molte persone, uscire dalla logica punitiva significa affacciarsi sull’abisso di un’identità frammentata. Chi sono io senza la mia colpa? Chi mi riconosce ora?

E proprio lì si colloca la possibilità della riparazione simbolica.

Ma non avviene da sola.

Due poli fondamentali

Ho portato due poli fondamentali:

  • Le spinte distruttive, figlie di colpe agite, legami precoci confusi, Super-Io persecutori, e identità senza nome;

  • Le forze riparative, che si attivano quando il caos viene messo in scena e qualcuno lo regge: un gruppo, un terapeuta, un rito laico.

La figura del tutor

Uno dei momenti più delicati ha riguardato i tutor: coloro che sono stati ospiti, e oggi accompagnano altri nel cammino.

Figura potente, ambivalente.

Testimone e traghettatore.

 

Ma anche fragile, talvolta investita di aspettative salvifiche.

Per questo — ho affermato — è necessario un supporto clinico, formativo e simbolico continuo, come quello offerto nei gruppi UEPE e nei percorsi della Scuola di Psicoterapia Erich Fromm.

Il Sociodramma Psicoanalitico

Il Sociodramma Psicoanalitico, oggi più che mai, si rivela uno strumento duttile e profondamente trasformativo.

Nei partecipanti emergono:

  • intuizione,

  • sospensione dell’agito,

  • simbolizzazione del danno,

  • capacità di riconoscere l’Altro nella scena.

 

È lì, nella scena condivisa, che qualcosa si scioglie.

Conclusione

Propongo di intrecciare giustizia e psicoanalisi in modo più radicale:
non per lenire il reato, ma per ascoltarne l’origine invisibile.
Non per correggere il gesto, ma per farne storia.


«Non si diventa illuminati immaginando figure di luce,
ma portando alla coscienza l’Ombra.»

— Carl Gustav Jung

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